Nella villa del boss delle cerimonie a Sperone i summit dei narcos

Nella villa di Sperone si svolgevano i summit tra il re delle cerimonie, Armando Manzi, finito in manette nel blitz dell’altro ieri e i narcotrafficanti colombiani e spagnoli. In quell’abitazione venivano assunte tutte le decisioni e lo smistamento della droga. Agli incontri partecipava anche il figlio di Manzi, Oreste, che aveva un ruolo centrale nei rapporti. Infatti, nonostante la giovane età era lui che si recava all’estero per trattare le forniture di sostanze stupefacenti per essere poi smistate nel Napoletano, ad Avellino e nell’hinterland.

Secondo quanto trapela dall’indagine effettuata da Dia e Guardia di Finanza tra provincia di Napoli e Irpinia (con 17 arresti), la villa a Sperone presa in fitto da Manzi, scelta soprattutto perché zona tranquilla, grazie anche agli stretti rapporti instaurati con il boss deceduto del Vallo Lauro Biagio Cava, era intestata ad un altro soggetto risultato però estraneo ai fatti. Pertanto, l’Autorità giudiziaria non ha adottato alcun provvedimento di sequestro.